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Del tutto senza Sapienza
sabato 19 gennaio 2008 00.14

Normalmente questo blog non tratta di argomenti di pura attualità, ma in questo caso la situazione è tanto grave da avermi colpito molto e, dopo fiumi di inchiostro versati in molti casi a sproposito, mi sono deciso a mettere anche la mia opinione nero su bianco.
Dal titolo è abbastanza ovvio che mi sto riferendo alla violenta controversia nata dalla prevista visita del Papa alla Università della Sapienza di Roma all'inaugurazione dell'anno accademico. In molti hanno partecipato al dibattito sui giornali e sulla TV, ma mi sembra che pochissimi abbiano effettivamente colto nel segno del problema, spero di riuscire a farlo io qui di seguito.

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Prima di tutto dobbiamo dire che la faccenda inizia alla fine del 2007 con l'invito del Papa da parte del Rettore dell'Università: Subito dopo sono seguite alcune proteste del tutto pacate tra cui quella molto nota dei 67 docenti che hanno esposto le loro perplessità in una lettera. Il vero e proprio caso, però è sorto recentemente grazie ai soliti giornalisti che hanno amplificato le proteste studentesche, queste molto meno pacate.

Da qui in poi abbiamo assistito al prevedibile arrocco di due gruppi schierati su posizioni opposte: gli scienziati e i progressisti da una parte a chiedere a gran voce il ritiro dell'invito, i religiosi e i conservatori dall'altra a denunciare la gravità del fatto che l'esclusione del Papa dal dibattito avrebbe rappresentato. In realtà, questi due gruppi di persone si sono schierate in maniera miope su posizioni che competonono loro, per così dire, da copione ma a mio parere la maggior parte di loro non si è interrogato veramente sull'opportunità del Papa di intervenire o meno.

Devo adesso aggiungere che personalmente non ho una opinione positiva di questo Pontefice: a parte il suo noto intervento in accusa a Galileo Galilei che ormai risale all'inizio degli anni '90, ma che fa ancora molto parlare, è evidente che le sue posizioni non sono conservatrici (come alcuni vogliono far credere, mistificando l'intero concetto), ma sono addirittura retrograde: questa è la vera tragedia. Le sue posizioni non tengono in nessun conto i grandi progressi compiuti dalla scienza e dalla cultura, mentre sembrano ricordare solo gli aspetti negativi che ancora accompagnano il genere umano.

Considerando queste motivazioni, i contestatori sono apparentemente giustificati nella loro decisione di opporsi all'intervento del Papa. Tuttavia, per quanto, il motivo sia valido, i mezzi sono stati del tutto errati. Infatti, in un Paese come il nostro, che per fortuna si può definire ancora libero, non è ammissibile che un gruppo (che siano studenti o professori o politici o qualsiasi altra cosa) impedisca a un'altra persona di parlare, di esprimere le proprie idee e di trasmettere le proprie opinioni. Il bello della libertà di espressione è proprio che la platea non è per niente obbligata ad aderire alle parole di un relatore qualsiasi. Se il Papa avesse anche parlato alla Università, cosa sarebbe successo? Forse qualcuno sarebbe stato costretto a fare proprie le tesi esposte? Ad aderire pubblicamente alle idee presentate? Certo che no!

Se il Pontefice avesse esposto di nuovo le sue 'solite' idee avrebbe solo portato altra acqua la mulino dei critici delle sue posizioni e avrebbe dimostrato ancora una volta come la Chiesa Cattolica avrebbe effettivamente bisogno di una modernizzazione radicale. Nel caso opposto, invece, il Papa avrebbe forse potuto esporre qualche concetto nuovo, forse la responsabilità di parlare a un pubblico di quel tipo lo avrebbe convinto a mutare le sue posizioni o quanto meno a metterle in dubbio.
Non lo sapremo mai con certezza. Per quanto il testo del discorso sia apparso interamente sul quotidiano L'Osservatore Romano (si può leggere anche a questo link), non siamo del tutto sicuri che quello sia effettivamente il testo che sarebbe stato letto nella situazione che non si è verificata. Se questo non bastasse, poi, il discorso pubblicato è in effetti di profilo bassissimo e sarebbe stato, a tutti gli effetti pratici, del tutto irrilevante.

Che cosa abbiamo ottenuto alla fine? Le personalità che si definiscono 'scienziati' (e che nella maggior parte dei casi lo sono) si rallegrano perché è stato impedito a una persona di parlare e di esporre le proprie idee, una ingiustizia da cui proprio la scienza si è dovuta difendere per centinaia di anni, invece tutti i commentatori schierati dalla parte religiosa hanno di che denigrare i dotti e possono accusarli (in larga parte a ragione) senza curarsi dei problemi che sono insiti nella loro posizione che si perdono così in secondo piano.

Come giustamente è stato scritto, La Sapienza ha distribuito lauree ad honorem a personalità non molto meritevoli dal punto di vista scientifico o culturale, ma per qualche motivo nessuno ha mosso un dito per protestare contro questo malcostume. Ancora una volta dobbiamo rilevare la cattiva abitudine di usare due pesi e due misure, abitudine che in questo caso specifico ha portato a un clamoroso autogol. Invece di mostrare una volta di più le contraddizioni, gli errori e le manchevolezze della Chiesa, gli scienziati hanno trasformato il Pontefice in un martire (mai termine fu più appropriato) culturale.
Toccherà a tutti noi pagare le conseguenze di questo errore madornale.

Calendario B/N Postato il: 2008-01-19 12.14 | Gear B/N Identificativo articolo: 115 | Gear B/N Risultato del processo: OK

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«- I know you think we can't be together, but can't you respect me enough to let me make my own decision? I know there'll be risks but I want to face them with you. It's wrong that we should be only half alive... half of ourselves. I love you. So here I am - standing in your doorway. I have always been standing in your doorway. Isn't it about time somebody saved your life?
Well, say something.
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Mary Jane Watson, Peter Parker
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Il 9 Novembre 1991, il reattore a fusione nucleare JET ha generato una potenza superiore a 1,5 MW.Si tratta di una data storica in quanto per la prima volta nella storia si è ottenuta una quantità significativa di potenza da una reazione di fusione controllata.
Il JET è una macchina basata su un Tokamak a confinamento magnetico che opera con un combustibile misto deuterio/trizio al 50%.
Il JET è stato il primo apparato sperimentale a dimostrare che la fusione termonucleare controllata è possibile, anche se la sua applicazione commerciale e continuativa presenta grandi problemi tecnici.

Joint European Torus (1991)

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