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Atlantis è stato il primo spin-off di SG-1, una serie
partita in sordina alla fine degli anni '90, ma che poi ha raggiunto una tale
popolarità da diventare lo show di fantascienza più longevo della televisione
americana e da meritare ben due spin-off, il secondo dei quali, Stargate
Universe, partirà molto probabilmente nel dopo l'estate 2009. Secondo
molti commentatori, Atlantis ha rappresentato una variazione sul tema rispetto a SG-1:
di nuovo una serie ambientata principalmente in una base (lo SGC in SG-1 e la
Città in Atlantis) da cui i protagonisti partono ogni episodio attraverso lo
Stargate per esplorare i mondi delle rispettive galassie (la Via Lattea e la galassia
Pegaso). In effetti è evidente che Atlantis è simile sì a
SG-1, ma molto più simile alle ultime stagioni, piuttosto che alle prime. Con il tempo,
infatti il franchise di Stargate si è progressivamente mosso da storie orientate
quasi esclusivamente all'esplorazione di pianeti tramite lo Stargate, a episodi
con un respiro più ampio, incentrate su alleanze, intrighi e politica fino a
guerre
su scala galattica e addirittura transgalattica. L'apparizione di astronavi
terrestri (la Prometeus nella sesta stagione di SG-1, in particolare) ha
simbolicamente dato il via al cambiamento. Atlantis porta questo concetto
all'estremo, non per niente proprio in questa serie gli episodi ambientati
nello spazio si moltiplicano, così – di nuovo – come le astronavi terrestri e
quelle aliene. Gli episodi e
Camelot e Be All My Sins Remember'd
e sono due lampanti esempi di questa transizione in SG-1 e in Atlantis.
A differenza di SG-1, Atlantis ha impiegato molte meno tempo a raggiungere alti
livelli negli episodi: mentre la prima serie ha necessitato un paio di stagioni di
rodaggio prima di uscire dal vicolo cieco di episodi quasi tutti uguali dal punto di
vista strutturale, Atlantis ci ha mostrato subito una certa varietà e
maturità. Entrambe queste caratteristiche hanno ovviamente tratto beneficio da
tutta la storia, le innovazioni e i personaggi mostrati in 8 anni da SG-1 e, a
mio avviso, Atlantis ne ha approfittato in maniera più che buona. Atlantis
appare infatti sempre "connesso" con il resto del franchise e con l'attualità
del mondo reale: il SGC, il IOA hanno un ruolo importante, così come la politica
nazionale e le relazioni internazionali che gli USA hanno con le altre potenze
mondiali.
Da più parti sono state mosse critiche anche pesanti ai personaggi della
serie, ma io ritengo che la maggior parte sia esagerata.
Il più ovvio paragone è tra i leader militari delle due serie: si dice spesso
che Sheppard non possa reggere il confronto con O'Neill, ma questo confronto
non andrebbe nemmeno fatto, a mio parere. I due personaggi, così come gli attori
che li interpretano, sono due tipi totalmente diversi. Tanto uno è anziano,
esperto, disilluso, così l'altro è invece giovane poco esperto e obbligato a
crescere professionalmente in una situazione critica. O'Neill era noto per la
sua estrema ironia, che a volte finiva addirittura per trasformarlo nella
classica macchietta. E' stata una
caratteristica che ha segnato il personaggio e in buona parte l'intera, tanto è
stata apprezzata dal pubblico, ma non dimentichiamo che in alcune situazioni il
suo comportamento risultava un po' sopra le righe, considerando il suo ruolo e le sue
responsabilità. Al contrario, Sheppard è un ufficiale tutto d'un pezzo:
nonostante non si lasci mai scappare occasioni di fare una battutaccia su McKay,
il suo comportamento è molto più militare, atteggiamento che rispecchia forse
anche una lezione appresa in seguito ai sui problemi con i superiori e con l'eseguire gli
ordini.
Sarebbe forse più opportuno paragonare lui a un personaggio che gli è
più simile, ovvero Cameron Mitchell, che gli è più vicino come
esperienza, età e rapporto con i suoi pari. Di entrambi possiamo dire che sono
personaggi (e attori) inseriti nello show in punti critici e con ruoli
altrettanto critici: sono stati entrambi diversi da O'Neil, ed entrambi
hanno messo del loro per evitare di generare solo una brutta copia
dell'originale: mi pare che entrambi abbiano fatto bene, nonostante ogni tanto la
nostalgia possa spingere a dire
il contrario.
Altro personaggio veramente interessante è, ovviamente, Rodney McKay che è in
qualche modo lo specchio di Sheppard. Chi lo ricorda dalle prime apparizioni in
SG-1 non può aver dimenticato la presenza quasi esclusivamente perturbativa, insensibile
e antipatico com'era. Negli anni è cresciuto molto da tutti i punti di vista: le
ultime stagioni di Atlantis rappresentano il compimento di questo lungo
viaggio. Onestamente non credo si possa criticare il personaggio o l'attore…
anzi si è trattato di una scelta ottima e coraggiosa perché è stato più
difficile salvare il buono del personaggio già avviato e smussarne i suoi
angoli, piuttosto che iniziare
tutto da zero. E' il caso di una verosimile crescita umana e professionale
mostrata sullo schermo.
Per quanto riguarda la Weir, il suo personaggio ha probabilmente sofferto la
troppa staticità: rimanere alla base mentre gli altri personaggi vanno
all'avventura ha evidentemente un effetto negativo. Non per
niente in SG-1, lo staff del SGC era composto da personaggi regolari, ma di
secondo piano, per così dire. Il generale Hammond ne è l'esempio migliore:
obiettivamente non ci si poteva aspettare di meglio dalla Weir.
Probabilmente sia
l'attrice che il personaggio hanno sofferto di una aspettativa troppo elevata.
Peccato, il personaggio era interessante e si era costruita una buona base in
SG-1, forse ci voleva il coraggio di lasciarla sulla Terra in uno dei viaggi di
ritorno
all'inizio della serie e farne subito un semi-regolare, dandole una parte
molto minore ma molto più dignitosa. Trattarla così come
hanno fatto, è risultato quasi una punizione, sia per il personaggio che,
probabilmente, per l'attrice che addirittura ha rifiutato le ultime
partecipazioni alla 5° stagione, forse un po' seccata.
Di Aiden Ford, Ronon Dex e Teyla Emmagan dobbiamo probabilmente parlare
insieme. Tutti e tre sono stati concepiti in parte come spalla di Sheppard e in
parte come rappresentanti del punto di vista alieno (ognuno a modo suo) della serie. Si tratta di una
classe di
personaggi che ha una lunga storia alle spalle nella SciFi in generale e che in SG-1 ha avuto una
incarnazione molto ben riuscita in Teal'c. Incarnazione tanto ben riuscita che questi tre
successori sono risultati solo pallidi tentativi di imitazione. Forse sarebbe
stato meglio evitare di ricreare un personaggio già visto e – nonostante il
successo – ripartire da zero e inventarsi qualcosa di nuovo. Non credo che si
possa dire male dei tre: qualcuno è rimasto poco sullo schermo, tutti hanno
dovuto dividere la scena con altre spalle e con gli onnipresenti personaggi
principali.
Tutti hanno sofferto di quello che a me è sembrata indecisione da parte dei creatori
della serie: indecisione nel prendere una strada unica e investire in quella.
Con questi tre personaggi hanno forse voluto fare troppo, finendo poi per fare
poco (no, non niente).
Per mancanza di spazio, parliamo solo brevemente di una pletora di personaggi
secondari. Mi pare che la grande maggioranza si sia comportata in maniera ottima
e abbia lasciato il segno pur in ruoli piccoli e limitati nel tempo. Anzi,
dobbiamo forse dire che gli sceneggiatori dei due Stargate sono stati veramente
eccezionali nel trattare i cosiddetti recurring dando loro sempre parti ben
calibrate, consentendo a molti di tornare, senza pretendere che facessero i
miracoli che i personaggi minori non potranno mai fare sul piccolo schermo, per loro
stessa definizione e formazione.
Esempio di questa categoria è stato l'ottimo Carson Beckett: utilizzato in
maniera intelligente nella prima stagione è diventato il beniamino dei fan e ha
sviluppato una perfetta meccanica relazionale con gli altri personaggi, tanto da
diventare regolare a furor di popolo. Fino alla
sua improvvida uccisione, ha funzionato in maniera eccezionale nello show, tanto che la sua
morte ha dovuto essere rivista meno di un anno dopo, purtroppo con risultati non
brillanti. Anche la sua sostituta, dottoressa Jennifer Keller, ha saputo
sfruttare in maniera opportuna il suo limitato spazio, anche se sulle sue spalle
ha pesato senza dubbio il ricordo del suo predecessore e la sua pesante eredità
di credito presso il fandom.
Detto tutto questo, è arrivato probabilmente il momento di farci al domanda
veramente importante: perché è finito Stargate Atlantis?
Purtroppo il motivo è sempre quello. Non scrivo purtroppo perché io sia
contrario al concetto di profitto, ma piuttosto purtroppo per
il cattivo trattamento riservato, una volta ancora, ai fan e a chi ha veramente
a cuore la serie dal punto di vista artistico.
Avrete capito, naturalmente, che il motivo della chiusura sono i soldi. E' una
dichiarazione fatta da alcuni membri del
team creativo di Atlantis e, dopotutto, è una storia che ci sentiamo ripetere da anni, che
possiamo leggere identicamente uguale a sé stessa per The Next generation, giusto per fare un
esempio pratico. Più uno show va avanti, più gli attori
costano, più bisogna investire in set, comparse, attori ospiti, trame più
sofisticate e così via; dopo qualche anno, uno show televisivo è pronto per fare
il grande salto sul grande schermo (di nuovo vedi Star Trek) oppure su DVD.
Quest'ultimo mezzo, in tempi recenti, ha guadagnato ampio consenso da parte delle
major per i grandi guadagni che porta: ancora prendiamo a esempio Star
Trek che,
sia nelle incarnazioni più riuscite che in quelle meno gradevoli, ha venduto
benissimo anche in paesi insospettabili (ovvero in Italia). L'altro esempio,
ancora più naturale, è SG-1 che dopo la chiusura del serial è continuata già in
due DVD che hanno avuto un costo di produzione tutto sommato modesto e ritorni
economici ottimi. Questa iniziativa da parte della produzione è senza dubbio apprezzabile, in quanto permette alla serie di proseguire e di evolvere anche
senza esistere più come prodotto settimanale, tuttavia dobbiamo
rilevare che si tratta di nuovo di un espediente con fine economico e abbiamo
pochi dubbi che, una volta raggiunto il picco dei guadagni e vista una piccola
flessione, anche la serie di DVD sarebbe chiusa velocemente se non addirittura
interrotta all'improvviso.
Tornando per un momento al discorso dei tagli dei costi, è ormai evidente a tutta
Hollywood che cosa fare con una serie di successo: mantenerla in vita per un
po', poi chiuderla e creare uno spin-off!
La premessa simile dei due show porterà invariabilmente gli stessi spettatori anche dalla serie madre
alla figlia,
mentre un cast nuovo potrà fare lo stesso lavoro del vecchio per meno soldi.
Questo naturalmente solo nella testa di qualche (forse molti) avido produttore:
infatti abbiamo visto molte volte come uno spin-off sia diventato solo l'ombra
pallida della serie da cui è nato, sia dal punto di vista creativo che per
quanto riguarda gli attori e i loro personaggi. Naturalmente ci sono delle
eccezioni, vedi l'ottimo Angel nato da Buffy, oppure lo stesso Atlantis: non è
una legge di natura che ogni spin-off perda un po' della magia della serie
precedente, ma crearne a ciclo continuo come si sta facendo recentemente è un
azzardo e spesso si rivela un fallimento.
Mi ripeto, non bisogna credere che qui non si recepisca il diritto al giusto
guadagno della produzione, ma vorrei solo sottolineare che un po' più di
riguardo verso il pubblico sarebbe forse più apprezzato e, sul lungo periodo,
potrebbe portare a guadagni maggiori rispetto ai semplici 'giochetti' di cui
abbiamo appena detto. Un fandom più tutelato e ascoltato, sarebbe probabilmente
molto meglio disposto verso le case di produzione e ancora più ricettivo verso
il loro prodotti.
Forse nessuno si è posto il problema se la disaffezione del
pubblico sia effettivamente la causa dei molti show naufragati o forse non ne sia
l'effetto!
E' il momento di farsi una domanda del genere.
Tornando nel finale ad Atlantis, per tutto quanto o visto ed esposto qui, la
serie non meritava una fine di questo tipo, ma un po' più di fiducia invece,
almeno un'altra stagione avrebbe dato qualche tempo in più per risolvere i punti
aperti che adesso andranno affrontato in DVD, forse in uno solo.
Fra poco il testimone passerà a Universe, sicuramente ne guarderò l'inizio e molto
probabilmente finirò per seguirlo tutto, magari anche ad apprezzarlo, e, così
come me, faranno senz'altro molti altri fans delle due serie. Ma, di nuovo
senza dubbio, a molti continuerà a risuonare in testa la domanda: è valsa la pena uccidere
Atlantis
per far nascere Universe?
 Postato il: 2009-02-08 10.24 |
 Identificativo articolo: 117 |
 Risultato del processo: OK
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